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Quanto costa vivere da soli? Consigli, spese, pro e contro di una scelta importante

Andare a vivere da soliè un obiettivo che tutti vogliono raggiungere prima o poi nella vita. Nell'immaginario comune trasferirsi ed abitare da soli è qualcosa di davvero fantastico: spazi propri, autonomia totale, nessuno che dice cosa bisogna fare o cosa non bisogna fare. In una parola sola libertà, libertà totale. In realtà però, ci sono molte cose che nessuno ci dice prima di andare via di casa, su cui nessuno ci mette in guardia o sulle quali, forse con colpa, siamo sempre stati poco informati, presi probabilmente da altri fatti assai più futili. Ma, punto ancor più importante, per riuscire a sopravvivere senza chiedere aiuto ai propri genitori è necessario, prima di uscire dal nido, farsi un breve prospetto di quanto costa abitare da soli.
Oggi vi aiuteremo, dunque, nella costruzione di questo prospetto valido per il 2016, fornendovi come sempre utili informazioni. Preparatevi, quindi, a leggere i nostri consigli che analizzeranno le spese da sostenere mensilmente in un’abitazione ed i pro e i contro di una scelta di vita importantissima.

Pronti a vivere da soli? Analisi delle spese da sostenere nel 2016

Prendiamo come esempio un lavoratore il cui stipendio si aggira intorno ai 1000 euro netti mensili, e che durante l'anno riceve anche tredicesima e quattordicesima. Il nostro non possiede appartamenti o altre rendite alternative al salario. Difficile, quindi, che possa comprare casa, ammesso che non abbia trascorso l’ultimo decennio con i propri genitori o che siano loro a tirare fuori i quattrini o che, ancora, pensi di chiedere un mutuo e trovi un istituto che glielo accorda. In questo caso è molto più facile e dal prospetto delle spese va sottratto quanto individuiamo per l’affitto.

I canoni di locazione variano generalmente dai 350 euro ai 500 euro, in base alla località in cui si decide di vivere e alle sue caratteristiche: lontananza dalla stazione ferroviaria, sistema di trasporti, numero di abitanti, eccetera. Nel prezzo possono essere comprese oppure no le spese condominiali: facciamo finta, nel nostro caso, di accontentarci comprendendo anche quest’ultime. Per approfondire, rimandiamo alla nostra guida su come prendere casa in affitto.

Letture consigliate da Affari Miei sul tema:

La seconda spesa più importante dopo l'affitto deriva dalle bollette. Quando si sceglie di vivere da soli in teoria i costi delle bollette non sono così elevati, proprio perché si lava un'unica persona, utilizza il gas un'unica persona e, in teoria, quando la luce è accesa in una stanza è spenta nelle altre. Diciamo, quindi, che le bollette della luce e del gas, che sono bimensili, si aggirano sui 30-40 euro l'una. Discorso a parte è, invece, per il riscaldamento, che potrebbe essere centralizzato così come potrebbe non esserlo. Nel primo caso c’è una componente fissa mentre negli altri casi (riscaldamento autonomo oppure centralizzato con termo-valvole che, a breve, sarà obbligatorio) il discorso è legato al consumo.

Altra voce molto importante è quella della connessione ad internet: per risparmiare, rimandiamo allo spazio che dedichiamo alle offerte ADSL casa.

Infine, è bene ricordare che anche l'affittuario single deve mangiare! In questo caso i costi della spesa possono variare. Molto dipende da quanto mangiate, da se preferite acquistare prodotti di marca oppure se cercate il giusto equilibrio tra qualità e prezzo. In generale, si può dire però che vengono spesi dai 200 ai 300 euro al mese per la spesa. Rimandiamo, nel caso, alla nostra guida su come risparmiare sulla spesa per consigli più approfonditi.

Esempio pratico di quanto costa vivere da soli: ecco i numeri

A titolo di esempio, per supportare quanto narriamo, proviamo a sviscerare quelli che sono i costi che noi stessi sosteniamo. Chi scrive vive a Torino in un quartiere in prossimità del centro cittadino: in casa siamo in due (l'autore di questo blog e la sua fidanzata). L'affitto dell'appartamento, di dimensioni pari a circa 50 metri quadri, è di 500 euro mensili a cui aggiungere 30 euro di spese condominiali. La scelta di prendere un appartamento in una zona ben servita (sotto casa passano alcune delle principali linee del trasporto pubblico) ha lo scopo, sostanzialmente, di evitare l'acquisto di un'automobile per qualche anno. Se volete vivere da soli, si possono trovare anche dei monolocali con canone di locazione compreso tra 350 e 400 euro.

Chi scrive lavora da casa e non ha particolari spese di trasporto per recarsi in ufficio. A Torino, comunque, l'abbonamento mensile costa 38 euro e, se non si viaggia tutti i giorni, sono in vendita dei carnet di 5 o 15 viaggi che permettono di risparmiare sulla tariffa base pari a 1,50 euro (il biglietto di autobus, tram e metropolitana vale 90 minuti).

Capitolo riscaldamento. La casa ha un impianto autonomo il cui consumo annuo è stimato su circa 600 euro: lavorando da casa, probabilmente, si spenderà qualcosina in più. Aggiorneremo questo passaggio tra qualche mese, dopo l'inverno. Intanto potrebbero interessarvi i consigli per risparmiare sul riscaldamento che abbiamo pubblicato in un altro articolo.

Spese di telefonia e ADSL. Svolgendo un lavoro da casa online, è inevitabile dover dotarsi un abbonamento che permetta di avere una connessione internet possibilmente ad una velocità accettabile. Attualmente la promozione scelta è Joy di Fastweb: il prezzo mensile è di 20 euro per i primi sei mesi che poi diventeranno 30 euro (connessione a 20 mega). Per le chiamate, la tariffa individuata è Fastweb Mobile Fuel: 10 euro al mese pagati unitamente alla line fissa, il costo a regime complessivo è pari a 40 euro.

Bolletta della luce. Al momento è stata saldata una sola bolletta (il trasferimento è avvenuto a settembre), pertanto prima di scrivere a quanto ammonta la spesa attendiamo qualche altro mese per avere una media precisa. Per semplificare, comunque, la quantifichiamo in circa 30 euro al mese e vi aggiorneremo in futuro con dati più precisi.

Spesa alimentare. Applicando i criteri contenuti all'interno dell'articolo suggerito nel paragrafo precedente, l'importo quantificato è di circa 150 euro a persona. Anche qui ci riserviamo di aspettare qualche mese per fare una media perchè, tra i principi che governano la politica degli acquisti che facciamo, troviamo la necessità di comprare anche in grandi quantità i prodotti che servono quotidianamente quando si possono trovare ad un prezzo particolarmente conveniente. In questi primi mesi di vita a Torino si è provveduto ad allestire la dispensa, quindi alcuni costi che ad oggi gravano sul bilancio familiare in realtà produrranno un'utilità per più mesi.

Stima della spesa mensile. Ricapitolando, siamo in due e spendiamo 500 euro di affitto, 300 euro per mangiare, 50 euro per il riscaldamento (il costo è solo invernale ma, per semplicità di calcolo, viene ammortizzato su 12 mesi) a cui aggiungiamo circa 15 euro di consumi di gas per acqua calda e cucina, 50 euro di telefonia (entrambi abbiamo una promozione sul cellulare che costa 10 euro al mese), 30 euro di energia elettrica. La stima mensile è di 1005 euro a cui sommare una spesa di circa 100 euro eventualmente da utilizzare per altre evenienze che possono sorgere (si può anche andare a cena fuori ogni tanto!). A volersi mantenere larghi, con 1200 euro in due si vive tranquillamente a Torino: non si può fare esattamente la divisione al 50% per calcolare il costo a persona perchè alcune spese sono da considerarsi "fisse" e, quindi, maggiore è il numero di persone che abitano in casa e minore è l'incidenza. Torino non è una città cara e, spostandosi verso quartieri più periferici o verso paesi della cintura si può risparmiare un po' sul canone di locazione mensile che, ad oggi, costituisce comunque la voce di spesa più elevata. 

Conclusioni: conviene andare a vivere da soli?

Sicuramente si tratta di una cosa molto comoda e si possono curare i propri affari in santa pace. Tuttavia è un passo che non è alla portata di tutti: non a caso in Italia spopolano i c.d. “bamboccioni”, coloro che, cioè, per svariati motivi molto spesso occupazionali o economici, sono costretti a vivere a casa con i propri genitori fino a 30-35 anni. Sotto questo aspetto, il nostro Paese è decisamente indietro se si considera che la media europea dei giovani che vivono da soli vede un’età assai più bassa della nostra. La crisi degli ultimi anni, poi, non ha fatto altro che accentuare il tutto, evidenziando ancor di più il solco che ci separa dall'Europa.

Questo genere di esperienza, comunque, viene affrontata ogni anno da migliaia di universitari che vanno a studiare fuori sede, anche se, sovente, si condivide un appartamento con altri coinquilini e raramente si predilige la soluzione autonoma. Anche se a pagare, nel 99 per cento dei casi sono, mamma e papà, l'esperienza lontano da casa può risultare sicuramente una splendida scuola di vita per imparare le difficoltà da affrontare un domani, una volta terminati gli studi.

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