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Pensione integrativa: conviene affidarsi alle assicurazioni sulla vita?

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Conviene costruirsi una pensione integrativaI tempi sono duri da un punto di vista pensionistico: la Riforma Pensioni Fornero ha reso la vita difficile a tante persone e in molti si guardano intorno nella speranza di costruirsi una pensione integrativache sia in grado di generare una rendita complementare quando avranno lasciato il lavoro. Pensare al proprio futuro, quindi, diventa indispensabile visto le prospettive poco rosee.

La previdenza privata ha preso piede negli ultimi anni anche se sul tema c’è molta ignoranza di base: molto spesso ad alcune persone viene proposta un’assicurazione sulla vitaspacciata come prodotto pensionistico oppure si parla tanto dei fondi pensione anche se, a dire il vero, i rendimenti non sono per niente incoraggianti in questi anni. In questo post cercheremo di fare un po’ di chiarezza e daremo alcuni consigli utili per chi vuole mettere soldi da parti dei soldi e non farsi fregare. Se sei giunto per la prima volta su Affari Miei, leggi la sezione Assicurazioni in cui trovi le recensioni dei principali prodotti presenti sul mercato ed i consigli per non farsi ingannare.

Pensione integrativa: conviene stipulare un’assicurazione sulla vita?

Per una trattazione dettagliata sui fondi pensione e i piani individuali pensionistici rimandiamo al nostro articolo specifico.

A chi di voi non è mai capitato di essere avvicinato da un assicuratore, molto spesso alle prime armi e vostro amico, che vi ha proposto un’assicurazione sulla vita? Molte volte questi professionisti (che spesso sono soltanto dei venditori ben "addestrati" e "affamati" dalle compagnie che li pagano a provvigioni) propongono la stipulazione di contratti giocando proprio sul problema della previdenza pubblica, enunciando pensieri sicuramente validi ma che non sempre risultano essere confacenti alle esigenze del cliente.

Conviene assicurazione sulla vita
In linea di massima, l’assicurazione sulla vita è di tre tipi:
  • Polizza caso morte: pagando una cifra corrispondente ad alcune centinaia di euro annue, si assicura la corresponsione di una somma di denaro prevista dal contratto (massimale) in caso di decesso. Funziona un po’ come l’assicurazione auto: fai l’incidente e vieni risarcito, muori ottieni i soldi;
  • Polizza caso vita: pagando una cifra mensile o annuale si costituisce un salvadanaio che si rivaluterà in base al rischio previsto dall’investimento che la società che gestisce i soldi andrà a fare. Alla scadenza del contratto (che generalmente ha durata medio lunga) verrà corrisposta la somma di denaro versata unitamente agli interessi. Si tratta di una vera e propria forma di risparmio/investimento: di solito al contraente è lasciata anche la possibilità di ottenere la propria somma sottoforma di rendita vitalizia;
  • Polizza mista: comprende entrambi gli elementi delle due tipologie elencate. Oltre alla protezione, infatti, contempla il risparmio. Generalmente il rendimento della somma accantonata a risparmio, con gli interessi che capitalizzano, “ripaga” la spesa per la copertura in caso di morte. Di solito viene proposta come pensione integrativa dai venditori ma non è affatto un prodotto dedicato a questo fine!
Vale veramente la pena stipulare questo tipo di contratto? Ci sono dei vantaggi e degli svantaggi nel sottoscrivere l’assicurazione vita: non esistono vestiti che stanno bene a tutti, ed è così anche per questo genere di prodotti che “calzano” a seconda del richiedente.
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Vantaggi assicurazione sulla vita

  • Impignorabilità e insequestrabilità del capitale assicurato: se tutto dovesse andar male nella vita, nessuno verrà a toccare le somme accantonate;
  • detraibilità fiscale del 19% della somma che copre il rischio morte (generalmente molto inferiore rispetto al risparmio);
  • esenzione dal pagamento dell’imposta di successione in caso di premorienza;
  • possibilità di costituire una sorta di salvagente per sé e per la propria famiglia, specie se si è monoreddito;

Svantaggi per chi sottoscrive un’assicurazione sulla vita

  • Scarsa flessibilità: generalmente è necessario versare per un numero determinato di anni prima di poter sospendere i pagamenti. In caso di imprevisti è un fatto che va considerato seriamente;
  • Costi elevati: è quello che il consulente assicurativo non vi dirà mai. Un prodotto del genere è molto spesso assai remunerativo rispetto agli altri per chi lo vende: le assicurazioni guadagnano soprattutto sulla componente caso morte e di conseguenza pagano provvigioni più alte. Anche per questo nei primi anni è difficile fare riscatti o addirittura risolvere il contratto, se non dietro grandi penalizzazioni che si traducono in perdite. Solo dopo un certo numero di anni, accantonata una certa somma, la capitalizzazione consente di recuperare le spese iniziali ed avere un reale guadagno. Questo, però, non è sempre scontato: in periodi con una forte inflazione prodotti del genere, che acquistano fondamentalmente titoli a basso rischio, non consentono al capitale accantonato di rivalutarsi adeguatamente rispetto alla crescita del costo della vita.

Conclusioni: conviene o no l’assicurazione sulla vita?State lontani dalle polizze miste

Come investire i risparmi per la pensioneSu due piedi investire in una polizza vita non sempre è conveniente, indipendentemente dalle condizioni che questa o quella compagnia può proporre. Il difetto originario ce l’ha il prodotto (assicurazione vita), non la singola specie. Qualche vantaggio però può esserci: i risparmiatori più pigri, infatti, possono trovare comodo versare a mo’ di salvadanaio una certa somma al fine di garantirsi in futuro un gruzzolo con cui sopravvivere. Conviene però pensare che, con tutta la buona volontà, non si può prevedere cosa accadrà fra 20 o 30 anni. Non lo sapete voi e non lo sanno nemmeno le compagnie assicurative che, non a caso, fanno spesso confusione fra promettere contrattualmente un rendimento ed ipotizzarlo: fate molta attenzione e consultate questo aspetto prima di firmare.

L’idea migliore, comunque, resta quella di gestire autonomamente il proprio risparmio decidendo per periodi relativamente brevi: una soluzione, sul punto, può essere quella dei conti deposito, dei libretti postali o dei buoni fruttiferi. Per avere qualche idea, consigliamo di leggere la sezione risparmio casa del blog: sono disponibili idee per mettere da parte denaro e proteggerlo al meglio dall'inflazione. Altra saggia idea può essere quella di evitare le polizze miste, molto spesso "travestite" da prodotto per la pensione, e sottoscrivere un piano individuale pensionistico seguendo le regole che abbiamo indicato nell'articolo dedicato ai Pip linkato precedentemente.
E voi, siete d'accordo? Il vostro parere è molto importante, esprimetelo in un commento.

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