Tutti i lavoratori pubblici o privati hanno diritto a un periodo di assenza dal lavoro che può essere retribuito o meno. I casi in cui ci si può prendere un periodo di pausa sono molti: motivi personali, maternità per le donne o altre cause possono richiedere una interruzione. Oggi abbiamo intenzione di mostrarvi i più frequenti e possibili. In particolar modo abbiamo deciso di concentrarsi su quella che viene conosciuta come aspettativa non retribuita e quindi priva di stipendio al 100%.
Non sempre abbiamo l'aspettativa non retribuita: in alcuni casi, come per esempio proprio nella maternità, la legge tutela il lavoratore prevedendo comunque l'erogazione dello stipendio. Stesso può dirsi, per esempio, in caso di infortunio sul lavoro. Analizziamo bene, invece, la situazione che più ci interessa.
Aspettativa non retribuita: cosa bisogna sapere
Partiamo da un caso particolare, quello che riguarda le cariche pubbliche elettive: in questa situazione l'astensione può essere richiesta dal lavoratore così da poter svolgere un mandato previsto dalla sua elezione ad una carica pubblica. Ad esempio per lavorare presso un'assemblea pubblica come membro del Parlamento Europeo o Nazionale oppure Regionale, per lavorare come sindaco in un comune, presidente in una provincia, nei consigli comunali e provinciali, nei consigli circoscrizionali con più di 50.000 abitanti, come assessori, eccetera. In pratica, quindi, tutte queste cariche prevedono il mantenimento del posto di lavoro antecedente all'elezione anche se senza la possibilità di ricevere lo stipendio. Se siete quindi indecisi nell'offrirvi o meno in una carica per paura di perdere il posto di lavoro, sappiate che è vostro diritto chiedere l'aspettativa non retribuita.
Altro discorso è invece quello che spetta a coloro che lavorano nella pubblica amministrazione e vengono assunti nell'ambito di un dottorato di Ricerca. In questo caso infatti, l'aspettativa viene rilasciata a tutti coloro che hanno già conseguito il titolo di Dottore di Ricerca o che sono iscritti per almeno un anno. La durata dell'aspettativa corrisponde alla durata del dottorato ma per potervi accedere non è tutto così semplice. Il candidato deve infatti chiedere l'approvazione della Pubblica Amministrazione presso cui lavora che in breve tempo prende una decisione a riguardo. L'aspettativa che viene rilascia, se viene rilasciata, può essere di due tipi: il Dottorato con borsa che praticamente non è retribuito, oppure, il Dottorato senza borsa, in cui la Pubblica Amministrazione è tenuta a corrispondere uno stipendio mensile. Attenzione però al seguente aspetto: se terminato il Dottorato di Ricerca, il rapporto di lavoro si estingue per scelta del dipendente, entro i due anni successivi, questo è obbligato a restituire tutta la retribuzione ricevuta durante l'aspettativa del Dottorato senza borsa.
Cosa accade nel caso in cui, invece, il pubblico dipendente desidera aprire un'attività o diventare libero professionista? Anche in questo caso è possibile parlare di diritto all'aspettativa. Il lavoratore può infatti richiedere un periodo di aspettativa della durata di 12 mesi da sfruttare per avviare l'impresa. Questo periodo di tempo può essere anche frazionato, ma cosa ancor più importante: deve essere concesso sempre dalla Pubblica Amministrazione di competenza, che si riunisce e sceglie il da farsi. È importante tuttavia ricordare che il dipendente pubblico può possedere una seconda occupazione, solo se quella che sta svolgendo è atempo parziale con orario ridotto. Il periodo di aspettativa, se rilasciato, non è retribuito e non è rilevante ai fini della pensione.
Aspettativa non retribuita: altri casi in cui è diritto del lavoratore chiederla
Questi non sono gli unici casi in cui il lavoratore ha diritto a chiedere l'aspettativa non retribuita. Esistono, infatti, una altra serie di situazioni in cui il lavoratore può far domanda. Oggi abbiamo deciso di sciogliere ogni dubbio mettendo ben in chiaro quali sono quelle situazioni in cui è possibile far richiesta.
Il dipendente ha diritto all'aspettativa in caso di tossicodipendenza, per ottenere così l'accesso alle terapie che il Sistema Sanitario Nazionale prevede.
Il lavoratore assunto a tempo indeterminato può chiedere un'aspettativa di 12 mesi per motivi personali e familiari, volendo può utilizzare tale periodo anche in maniera frazionata.
Dopodiché sia i dipendenti pubblici sia quelli privati possono far domanda per motivi inerenti la formazione. In questo caso si parla però dei lavoratori con almeno 5 anni di anzianità sul posto di lavoro e questo periodo di aspettativa non può superare gli 11 mesi continuativi o divisi. Allo stesso tempo la formazione non può essere qualsiasi, ma deve riguardare il raggiungimento e il completamente della scuola dell'obbligo, il conseguimento del titolo di studio di secondo grado o il diploma universitario o di laurea.
Interessante è invece l'aspettativa prevista per tutti coloro che hanno la famiglia all'estero. In questo caso infatti i lavoratori possono richiedere l'aspettativa per riuscire a ricongiungere il nucleo familiare. Questo però solo per quanto riguarda i dipendenti pubblici e solo nel caso in cui la Pubblica Amministrazione non permetta un trasferimento del dipendente nella zona in cui si trova la sua famiglia.
Infine, ultimo motivo per cui può esser fatta richiesta di aspettativa è quello inerente il volontariato. I dipendenti possono infatti richiedere un periodo di assenza dal lavoro per prestare soccorso in casi di catastrofi o calamità naturali. In particolar modo possono essere richiesti 30 giorni consecutivi o 90 giorni l'anno.
Prima di salutarci, vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento sull'anno sabbatico: più che trattare gli aspetti puramente normativi, sono dati dei veri e propri consigli pratici da mettere in atto.
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