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Certificato medico palestra: tutto quello che c'è da sapere

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Chi si sta avvicinando, magari per la prima volta, allo sport ed ha deciso di iscriversi in palestra, avrà sicuramente sentito parlare del certificato medico per l’attività sportiva. Si tratta però di una locuzione alquanto… nebulosa, perché prima di farlo per la prima volta non si capisce poi bene che tipo di documento sia, di che tipo di visite abbia bisogno e in quali casi debba essere richiesto. Si tratta di un crocevia tra consuetudine, obblighi di legge e desiderio di non assumersi responsabilità da parte delle società sportive, spesso confuso e per il quale bisognerebbe sicuramente documentarsi di più. Vediamo insieme cos’è il certificato medico per l’attività sportiva, quando è dovuto, come si fa e quanto costa.


Cosa dice il Ministero della Sanità?

Il Ministero della Sanità della Repubblica Italiana è molto chiaro a riguardo del tema del certificato medico per l’attività sportiva. Afferma, infatti, in diverse circolari e in diversi regolamenti ministeriali che suddetto certificato non è assolutamente dovuto per l’attività non agonistica. I soggetti che si trovano nell’obbligo di produrre questa certificazione sono coloro i quali prendono parte a:
  • attività sportive organizzate a livello scolastico, come possono essere ad esempio i giochi studenteschi;
  • attività sportive che prevedono affiliazioni a federazioni o a e enti (pensiamo alla FIGC, al CONI, a FIN, a FIP e a tutte le altre associazioni che raccolgono intorno a loro lo sport agonistico in Italia).
Chi svolge dunque mera attività di palestra non dovrebbe produrre il certificato. Questo è quanto richiede la legge come obbligo e dunque potrebbe venire da chiedersi perché tanti centri sportivi come palestre e piscine, dove non si svolge alcun tipo di attività sportiva agonistica, continuino a chiedere il suddetto certificato.
Quando fare il certificato medico per l'attività agonistica

Certificato medico per la palestra

C’è da dire a questo proposito che la legge consente ai centri sportivi come palestre e piscine di poter richiedere, a condizione di invalidità dell’iscrizione stessa, il certificato medico sportivo ai proprio clienti. Si tratta di una prerogativa che le palestre esercitano sempre più di frequente, in quanto riesce a tutelarle nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto durante l’allenamento.

Lo stesso vale anche per le piscine. Non sembra ci siano ormai più piscine sul nostro suolo nazionale che non richiedono come condizione per l’iscrizione e la frequenza delle lezioni il documento che certifichi la buona salute del soggetto e la sua idoneità all’attività sportiva.

Dove si fa il certificato medico per l’attività sportiva?

Si tratta di un documento che dura 12 mesi dal suo rilascio e che può essere prodotto da:
  • il nostro medico di famiglia;
  • dal pediatra, nel caso dei più piccoli;
  • dai medici della federazione medico-sportiva del CONI, che sono in genere operanti al centro di Medicina Sportiva della vostra provincia. In questo terzo caso è in genere la società sportiva a preoccuparsi di prendere appuntamento e portare a scaglioni tutti gli atleti tesserati.

Quali esami si fanno per ottenere l’idoneità?

Gli esami che sono necessari al fine di conseguire il certificato sono i seguenti:
  • anamnesi generale, esame obiettivo con la misurazione della pressione sotto sforzo;
  • elettrocardiogramma a riposo;
  • visita generale sulle condizioni di salute del soggetto;
  • il medico può richiedere, nel caso in cui avesse dei dubbi sull’idoneità, ulteriori accertamenti, che possono avere luogo sia presso il Centro di Medicina Sportiva, sia presso una qualunque struttura ospedaliera.

Un esame e un certificato che destano ancora molte perplessità

L’esame in questione è da sempre criticato da un discreto numero di specialisti di medicina sportiva e ha subito diverse critiche a livello parlamentare. In primis, l’elettrocardiogramma, secondo il protocollo, può essere effettuato anche una sola volta nella vita, mentre ormai tutti sappiamo che problemi a livello di battito cardiaco e di apparato circolatorio possono benissimo insorgere anche successivamente, con il passare degli anni. Non ha in questo caso dunque alcun tipo di efficacia preventive né tanto meno diagnostica, e sarebbe il caso, se questi dovessero rimanere i termini, dicono alcuni medici, di rimuoverlo in toto.

Il tutto assume dunque i contorni, non proprio edificanti, di un mero adempimento di tipo burocratico, che non è adatto ad attestare l’idoneità del soggetto allo sport. In aggiunta si è spesso discusso dei costi, che gravano sul soggetto finale e che possono costituire a tratti anche ostacolo all’intrapresa delle attività sportive, come più volte sottolineato a livello sportivo. Le polemiche in questione non hanno mai però portato ad una seria riconsiderazione del certificato medico per l’attività sportiva, che rimane, negli stessi identici termini, un adempimento tanto obbligatorio tanto forse inutile per chiunque voglia avvicinarsi all’attività sportiva.

La palestra non mi ha chiesto il certificato medico: lo faccio lo stesso?

Non tutte le palestre richiedono tale documento, anche se ormai sono rimaste davvero in poche quelle che non se ne interessano. Ad ogni modo consigliamo a tutti di sottoporsi quanto meno ad un check-up completo, in grado di ravvisare qualunque tipo di problematica, prima di intraprendere attività sportiva, che sia di tipo agonistico o meno.

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