Quale attività conviene aprire in un piccolo paese? Chi non vive in una metropoli, ma in un paese con pochi, pochissimi abitanti, che attività in proprio potrebbe iniziare? Spesso assistiamo all'apertura di negozi completamente fuori luogo e inutili nel contesto in cui si propongono, che infatti dopo pochi mesi di vita sono condannati inesorabilmente alla chiusura. Ma perchè accade questo? Perché sovente chi ha deciso di mettersi in gioco non si è posto le giuste domande o ha affrontato con superficialità la fase della pianificazione.
Per capire quale attività conviene aprire, bisogna fare delle approfondite ricerche tali da adattare la propria idea ad un piccolo paese. In questo post proveremo a dare qualche indicazione, fermo restando che, come abbiamo detto più volte, le ricette del successo non si trovano su internet: se ce le avessimo, state sicuri, non le divulgheremmo gratuitamente! Quello che possiamo fare in questa sede è dare qualche spunto per chi ha intenzione di diventare imprenditore.
Per capire quale attività aprire in un piccolo paese, è fondamentale osservare. Se all'osservazione, che vi permetterà di capire appunto i bisogni, aggiungete anche l'innovazione, allora grazie a questo connubio, avrete la possibilità di costruire qualcosa di davvero utile e richiesto. Siete invece determinati ad aprire un'attività che già esiste nel territorio? Allora a questo punto entra in gioco la vostra creatività e furbizia. Se volete aprire un bar in un piccolo paese, dove già ne esistono tre, non vi resta che superare in tutto, quelli già presenti. Siate innovativi, siate creativi e fate in modo che il vostro locale abbia comunque qualcosa di diverso e di imperdibile rispetto agli altri. Certo, guardate pur sempre al bacino di utenza e tenete presenti le considerazioni fatte sopra: se i potenziali clienti sono pochi, non ha molto senso dividerseli con le altre imprese esistenti.
Un ultimo aspetto importante, che elenchiamo per ultimo ma non perché è di minore importanza, è quello della vocazione della località scelta. Aprire un’attività in un piccolo paese turistico è cosa diversa rispetto ad avviare un’azienda in una realtà industriale, iniziare un business in un centro posto sul mare è diverso da diventare imprenditori in un comune montano. Le esigenze variano e, di conseguenza, variano i potenziali clienti: in un paese turistico, ad esempio, il bacino di utenza si allarga nei mesi invernali o estivi (a seconda che la località sia al mare o in montagna), in una città d’arte i turisti ci sono quasi sempre. Sono tutte variabili che bisogna considerare con attenzione.
Comuni “dormitorio” a ridosso di un grande centro - In questo caso parliamo di paesi dislocati nell’hinterland di una città medio-grande. Molte persone vi risiedono sostanzialmente per risparmiare sui prezzi più alti della città (o per stare più tranquilli) dove, comunque, si recano per andare a lavorare. Spesso la vita di queste zone scorre assai blanda perché di giorno sono tutti fuori e rientrano in serata ed anche il flusso di persone che si spostano nei fine settimana o comunque di sera tende a sorridere alla città “calamita”. Per avviare un’attività, in questi casi, bisogna inventarsi qualcosa che non esiste nemmeno in città, produrre beni o servizi destinati a tutto il territorio nazionale o all’estero oppure offrire qualcosa che già esiste nella vicina città a prezzi più bassi o con maggiori comodità (esempio pratico: lavanderia a gettoni). Per capirci, se vi gira di aprire un pub, sappiate che quello più figo esiste già e tutti lo raggiungono in macchina: o ne create uno più figo, che sappia fare da attrattiva anche per chi vive in città (la pubblicità qui diventa fondamentale), oppure pensate a qualcosa di radicalmente diverso;
Piccoli paesi sul mare o in prossimità di un’area turistica – Esistono molte aree sulla costa che d’estate vengono “invase” da gente che va a mare o che si trovano a ridosso di siti d’importanza turistica che spesso hanno già strutture alberghiere e ricettive fungendo, per riprendere un’espressione utilizzata prima, da “dormitorio”. Considerate che il turismo verso le zone balneari cambia di località in località: alcune sono più adatte al “mordi e fuggi” del weekend, altre hanno una storia che le porta ad intercettare una clientela “di lusso”, altre ancora sono tipiche mete da villaggio turistico. Se il turismo ed i servizi connessi offrono opportunità, è bene sottolineare tutti i distinguo del caso: il bar sulla spiaggia, la gelateria o il take away possono avere più successo nelle località che lavorano sulla quantità di vacanzieri (idem si può dire per il "classico"bed and breakfast o per l'agriturismo), la rivendita di prodotti tipici o di servizi ad alto valore aggiunto vanno bene invece quando aumenta il benessere dei vacanzieri. Tutto ciò, comunque, non esula da una preventiva analisi di mercato: è probabile, infatti, che molte attività appetibili siano già presenti e quindi bisogna capire cosa si può andare a migliorare o in cosa ci si può differenziare;
Per capire quale attività conviene aprire, bisogna fare delle approfondite ricerche tali da adattare la propria idea ad un piccolo paese. In questo post proveremo a dare qualche indicazione, fermo restando che, come abbiamo detto più volte, le ricette del successo non si trovano su internet: se ce le avessimo, state sicuri, non le divulgheremmo gratuitamente! Quello che possiamo fare in questa sede è dare qualche spunto per chi ha intenzione di diventare imprenditore.
Quale attività per un centro di dimensioni ridotte?
Innanzitutto dovreste capire cosa manca nel vostro paesino, cosa serve ai residenti. Se anche voi abitate in quel piccolo paese sarà poi ancor più facile. Tra le domande da porsi, in questo caso, vi è ad esempio: “Per cosa gli abitanti sono costretti a spostarsi in quanto quel luogo non esiste nella loro città?”. Se si nota che la maggior parte degli abitanti si sposta nelle città limitrofe alla ricerca di un determinato negozio (supermercato, bar, edicola, eccetera), allora già stai captando quali sono i bisogni di queste persone. Si, perchè il punto fondamentale per aprire un'attività in proprio, è capire di cosa gli altri hanno realmente bisogno. Certo, questo da solo non basta a dare la risposta alla domanda iniziale: può capitare, ad esempio, che la gente si sposti per avere servizi migliori di quelli che esistono e quindi potrebbe ignorarvi comunque. Chi risiede in una città di dimensioni modeste o in micro comuni, infatti, sa molto bene che tante volte si ha l’impressione che ci sia tutto e che non ci sia nulla. Ormai ovunque c’è il bar, la pizzeria, la panetteria. Utile a questo fine è anche indagare l'età media della popolazione di quel paese. Non sarebbe infatti rischioso aprire una discoteca in un comune dove l'età media è 60 anni? Vi invitiamo a consultare questo link per avere un’idea dell’età media degli abitanti dei comuni italiani: sebbene non sia aggiornatissimo, può servire per farsi un’idea.Per capire quale attività aprire in un piccolo paese, è fondamentale osservare. Se all'osservazione, che vi permetterà di capire appunto i bisogni, aggiungete anche l'innovazione, allora grazie a questo connubio, avrete la possibilità di costruire qualcosa di davvero utile e richiesto. Siete invece determinati ad aprire un'attività che già esiste nel territorio? Allora a questo punto entra in gioco la vostra creatività e furbizia. Se volete aprire un bar in un piccolo paese, dove già ne esistono tre, non vi resta che superare in tutto, quelli già presenti. Siate innovativi, siate creativi e fate in modo che il vostro locale abbia comunque qualcosa di diverso e di imperdibile rispetto agli altri. Certo, guardate pur sempre al bacino di utenza e tenete presenti le considerazioni fatte sopra: se i potenziali clienti sono pochi, non ha molto senso dividerseli con le altre imprese esistenti.
Un ultimo aspetto importante, che elenchiamo per ultimo ma non perché è di minore importanza, è quello della vocazione della località scelta. Aprire un’attività in un piccolo paese turistico è cosa diversa rispetto ad avviare un’azienda in una realtà industriale, iniziare un business in un centro posto sul mare è diverso da diventare imprenditori in un comune montano. Le esigenze variano e, di conseguenza, variano i potenziali clienti: in un paese turistico, ad esempio, il bacino di utenza si allarga nei mesi invernali o estivi (a seconda che la località sia al mare o in montagna), in una città d’arte i turisti ci sono quasi sempre. Sono tutte variabili che bisogna considerare con attenzione.
Che contesto troviamo in un piccolo paese?
Chi scrive è nato in una piccola realtà di provincia, quindi forse conosce le dinamiche meglio di chi ha sempre vissuto in città. In questo paragrafo forniamo tre schemi prototipi di piccolo paese con alcune idee su cui sviluppare il proprio progetto:
Piccoli paesi sul mare o in prossimità di un’area turistica – Esistono molte aree sulla costa che d’estate vengono “invase” da gente che va a mare o che si trovano a ridosso di siti d’importanza turistica che spesso hanno già strutture alberghiere e ricettive fungendo, per riprendere un’espressione utilizzata prima, da “dormitorio”. Considerate che il turismo verso le zone balneari cambia di località in località: alcune sono più adatte al “mordi e fuggi” del weekend, altre hanno una storia che le porta ad intercettare una clientela “di lusso”, altre ancora sono tipiche mete da villaggio turistico. Se il turismo ed i servizi connessi offrono opportunità, è bene sottolineare tutti i distinguo del caso: il bar sulla spiaggia, la gelateria o il take away possono avere più successo nelle località che lavorano sulla quantità di vacanzieri (idem si può dire per il "classico"bed and breakfast o per l'agriturismo), la rivendita di prodotti tipici o di servizi ad alto valore aggiunto vanno bene invece quando aumenta il benessere dei vacanzieri. Tutto ciò, comunque, non esula da una preventiva analisi di mercato: è probabile, infatti, che molte attività appetibili siano già presenti e quindi bisogna capire cosa si può andare a migliorare o in cosa ci si può differenziare;
Piccoli paesi lontani da zone turistiche e grandi città – Sono le realtà peggiori per fare impresa. I giovani con maggiori ambizioni sono andati via fin dai tempi dell’Università o sono scappati per cercare un impiego che non trovavano: tornano 15 giorni ogni anno per rivedere i parenti e non contribuiscono a vitalizzare la quotidianità. Quelli “svegli” che sono rimasti hanno una loro posizione che li fa vivere bene o, semplicemente, si rompevano le scatole di cambiare aria. Il flusso in entrata è asfittico, visto che in pratica i nuovi residenti sono spesso persone che hanno sposato altre che vivevano in paese o che avevano una loro attività da mandare avanti. La popolazione di solito è vecchia, il mercato immobiliare è fermo e la diffusione del web non è radicata come altrove. Non ci sono attrattive turistiche, non c’è il mare o qualche altra attrattiva che può movimentare un po’ la quotidianità. Tutti conoscono tutti, la gente spende e compra “a fiducia” e molti mestieri si tramandano di padre in figlio. In genere c’è Tizio che fa l’elettricista, Caio che fa il meccanico, Sempronio che è il medico: andare a competere con questi è assai complesso perché c’è un rapporto di fiducia ed amicizia tra clienti e professionisti. L’unica cosa fattibile, in questi contesti, è quella di “copiare” qualche business che esiste in città e che non è ancora presente ed adattarlo al contesto locale.
Conclusioni: aprite un’attività in un piccolo paese solo per rispondere a bisogni concreti
Il successo di un azienda, di un negozio, di una qualsiasi attività dipende infatti proprio da questo: dal modo in cui sarete capaci di rispondere ai bisogni delle persone e dalle vostre idee innovative, che renderanno un posto comune un luogo irrinunciabile.
Il successo di un azienda, di un negozio, di una qualsiasi attività dipende infatti proprio da questo: dal modo in cui sarete capaci di rispondere ai bisogni delle persone e dalle vostre idee innovative, che renderanno un posto comune un luogo irrinunciabile.