Cos’è il il codice tributo 1012? Si tratta di un codice necessario al datore di lavoro per versare le ritenute sulle indennità per il dipendente durante la cessazione di un rapporto lavorativo. Come per molti altri adempimenti fiscali, anche questo pagamento deve avvenire avvalendosi del modello F24.
Di cosa stiamo parlando esattamente? Di quella somma che ogni mese viene tolta dallo stipendio del dipendente poiché gli verrà versata in un'unica volta al momento della liquidazione, quindi quando il rapporto di lavoro cesserà per qualsiasi ragione: licenziamento, dimissioni, scadenza del contratto, fallimento dell'impresa o concordato preventivo. Il TFR deve corrispondere, ogni anno, allo stipendio lordo del dipendente diviso 13,5 (vengono considerate anche tredicesima e quattordicesima).
Tutti i versamenti effettuati fino al 31 dicembre 2000 hanno avuto una tassazione che ricadeva completamente sul datore di lavoro: queste modalità di tassazione erano previste dall'articolo 17 del Testo Unico Imposte sui Redditi. Dal 1 gennaio 2001, invece, il datore di lavoro deve effettuare una trattenuta parziale, sarà poi compito dell'amministrazione finanziaria verificare l'imposta dovuta.
Si applicano dunque le nuove regole stabilite dal decreto legislativo 47/2000.
Inizialmente, inoltre, la legge prevedeva una sola compensazione verticale per il pagamento ricavato dalle ritenute del TFR, attraverso l'utilizzo del codice tributo 1012. Adesso, invece, vi è la possibilità anche di una compensazione orizzontale, ovviamente sempre utilizzando l'apposito modello F24.
Se il datore di lavoro verserà, effettivamente, degli importi superiori, relativamente alle trattenute del TFR, allora egli potrà diminuire il valore dei versamenti successivi, tornando così alla pari.
Codice tributo 1012: come compilare il modello F24 e in quali termini
Quali sono le voci da compilare per il versamento delle ritenute sulle indennità? Cosa bisogna lasciare in bianco e cosa bisogna compilare? Innanzitutto il codice tributo 1012 va inserito nel modello F24 alla voce “imposte dirette- IVA, ritenute alla fonte, altri tributi e interessi”, cioè nella sezione erario. Oltre al codice, è indispensabile indicare anche l'importo a debito da versare e l'anno e il mese di riferimento. Se il datore di lavoro ha importi a credito, dovrà allora segnalarlo presso il Totale B, e dovrà detrarli quindi dal Totale A. In tal modo si potrà verificare se si è attivi per la somma che bisogna versare allo stato o si è in passivo, cioè vantiamo un credito verso lo stato.
Non compilare né la voce “codice d'ufficio” né la voce “codice atto”.
Vediamo ora i termini per il versamento, che avviene in due momenti distinti:
- Acconto: da versare ogni anno entro il 16 dicembre. In questo caso si effettua un acconto sull'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi al 90% delle rivalutazioni maturate nell'anno anteriore (metodo storico).
- Saldo: per calcolare il versamento da effettuare basterà fare la differenza tra l'imposta sostitutiva e l'acconto versato precedentemente. Tutto questo entro il 16 febbraio dell'anno successivo a quello di maturazione.