Ultime notizie pensioni oggi 21 dicembre 2015 - Pensione anticipatasempre al centro del dibattito sulla riforma delle pensioni: “appannata” la soluzione della quota 100 dalla discussione degli ultimi giorni, si continua a parlare come sempre soprattutto per ciò che concerne il prepensionamento delle donne e l’uscita dal lavoro dei precoci. Oltre all’intervento di Matteo Salvini di cui abbiamo detto, si registrano le prese di posizione del presidente INPS Tito Boeri e del Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati Cesare Damiano. Boeri sembra essere in linea con il pensiero espresso dal Ministro Poletti nelle ultime uscite (la strategia del doppio binario welfare-pensione) mentre Damiano, una delle poche voci "fuori dal coro" all'interno del PD, è apparso piuttosto freddo rispetto alle intenzioni prospettate dall'esecutivo. A tutto ciò, poi, si è aggiunta la sentenza della Consulta sulla Legge Fornero di questa estate ed il conseguente e necessario rimborso pensioni che è costato al governo svariati miliardi di euro ed ha rappresentato una valida "scusa" per prendere tempo. Cerchiamo, quindi, di fare il punto della situazione riportando gli ultimi aggiornamenti.
(Questo articolo è soggetto ad aggiornamenti periodici in tempo reale ed archivia tutto il dibattito giorno per giorno. Il panorama dell'informazione è sempre più frammentato: noi, nel nostro piccolo, vogliamo contribuire ad arricchire la memoria storica oltre alla mera cronaca. Nel paragrafo successivo, quindi, trovate le news più recenti mentre in basso i punti salienti degli ultimi mesi archiviati nella loro narrazione originale)
(Questo articolo è soggetto ad aggiornamenti periodici in tempo reale ed archivia tutto il dibattito giorno per giorno. Il panorama dell'informazione è sempre più frammentato: noi, nel nostro piccolo, vogliamo contribuire ad arricchire la memoria storica oltre alla mera cronaca. Nel paragrafo successivo, quindi, trovate le news più recenti mentre in basso i punti salienti degli ultimi mesi archiviati nella loro narrazione originale)
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Notizie 21 dicembre 2015: tutto fermo, questione rimandata all'anno prossimo
Al di là del dibattito, con le solite prese di posizione da parte della politica, non si riscontra niente di concreto dalle ultime notizie. La questione dei lavoratori precoci è stata rimandata dall'esecutivo al 2016 e la Legge di Stabilità in corso di approvazione si limiterà a solcare i punti stabiliti in sede di presentazione: sistemazione della vicenda opzione donna, settima salvaguardia (che non include tutti gli esodati) e part-time opzionale.Al di là di tutto, poi, va aggiunto il fatto che dal 1° gennaio i requisiti si inaspriranno ulteriormente, per effetto della Legge Fornero che prevede l'aumento dell'età pensionabile a causa dell'aggiornamento dell'aspettativa di vita. In particolare sarà incrementato l'aspetto contributivo: si passerà dai 41 anni e 6 mesi attuali per le donne e 42 anni e 6 mesi per gli uomini ai 41 e 42 anni e 10 mesi. Si tratta di una cosa che conoscevamo da tempo ma che sa di beffa per chi, magari, auspicava in un reale cambiamento della situazione nel corso del 2015 che ci avviamo ormai ad archiviare.
Notizie 20 novembre 2015: bocciati gli emendamenti pro flessibilità in uscita
Nel corso dell'esame parlamentare della Legge di Stabilità sono stati presentati emendamenti pro-flessibilità in uscita. Come prevedibile, viste le intenzioni del governo e della maggioranza che lo sostiene, al Senato è arrivata la bocciatura delle soluzioni che sono state proposte. Difficile che l'esame della Camera possa cambiare quanto è stato in pratica già deciso ed anche il presidente della Commissione Lavoro Damiano ha fatto sapere che si interverrà solo su opzione donna ed esodati.Pensioni precoci, ultime notizie: Renzi gela tutti. Se ne parla nel 2016?
Nella puntata di Che Tempo Che Fa di domenica 11 ottobre il premier Renzi ha chiuso definitivamente alla riforma pensioni per i lavoratori precoci, annunciando che non c'è una proposta in quanto manca la chiarezza sui numeri per anticipare il pensionamento. Una doccia fredda per i lavoratori che, almeno in parte, speravano di avere novità in Legge di Stabilità. All'annuncio non sono seguite sorprese visto che, in sede di presentazione della manovra, è stato confermato il progetto di rivedere la flessibilità in uscita solo a inizio 2016. Restano in campo le solite proposte che saranno discusse tra governo, parlamento e parti sociali.Intanto recentemente registriamo il nuovo intervento di Matteo Salvini che "rispolvera" la quota 100: ci sarà un seguito oppure no? Staremo a vedere cosa accadrà durante l'iter parlamentare della LDS e nei primi mesi del 2016.
Pensioni precoci, news novembre 2015: si torna a parlare di Boeri
Nei giorni scorsi si è riacceso il dibattito sulla proposta di Boeri (riassunta nel post che abbiamo indicato sopra riepilogativo di tutte le soluzioni in campo). Sono stati resi noti, infatti, i dettagli dell'idea complessiva che il numero uno dell'INPS, in estate, ha trasmesso al governo Renzi ricevendo, sostanzialmente, un due di picche. Il Ministro Poletti, infatti, si è detto contrario al taglio delle pensioni d'oro e dei vari diritti acquisiti mentre anche Cesare Damiano, voce critica in tema di previdenza rispetto alla linea generale del PD, ha mostrato scetticismo di fronte alle iniziative dell'economista bocconiano.=>LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA PENSIONI 2016
ARCHIVIO NEWS precoci: la cronaca del 2015
Tito Boeri ha annunciato per la prima volta ad Otto e Mezzo, la trasmissione televisiva di La7, e ribadit in tante altre occasioni la sua intenzione di presentare una proposta entro l'estate. Il presidente dell’INPS vuole dire la sua sulla riforma pensioni. In particolare secondo Boeri occorre intervenire sui lavoratori precoci, in particolare coloro che hanno un’età compresa tra 55 e 65 anni, con il Welfare, assicurando loro un sussidio ad hoc. Un pensiero che somiglia molto a quanto affermato da Poletti nelle scorse settimane: una sorta di doppio binario che metta insieme pensione anticipata e sussidio di disoccupazione. Per quanto riguarda, invece, la soluzione del prepensionamento con assegno ridotto (una sorta di “Opzione Uomo” per intenderci) Boeri ha frenato: ci sarebbero i vincoli dell’UE, secondo il Professore, ad ostacolare una strategia che nell’immediato avrebbe comunque costi elevati e, probabilmente, non sarebbe neanche sempre e comunque risolutiva del problema. Dal dibattito sembra essere uscito il tema della quota 100 di cui comunque molto si era discusso nei mesi scorsi: probabile che la mancanza di una reale volontà politica del governo Renzi di mettere in campo risorse ingenti abbiano fatto desistere i promotori dal rilanciare.
Durante l'audizione dalla Camera dei Deputati dello scorso 10 giugno, comunque, il numero uno dell'Istituto di Previdenza Sociale ha bocciato sia la quota cento che le pensioni flessibili. Per quale motivo? Costano troppo: occorrono 10 miliardi o, nel secondo caso, 8 miliardi e non sarebbero a suo avviso sostenibili. L'unica apertura è arrivata verso la proroga dell'opzione donna e verso il criterio, in generale, di un'estensione del sistema contributivo: una soluzione, questa, che spaventa in tanti e che secondo i calcoli dei sindacati potrebbe portare a tagli che vanno dal 10% al 34% per chi decide di usufruirne.
Durante l'audizione dalla Camera dei Deputati dello scorso 10 giugno, comunque, il numero uno dell'Istituto di Previdenza Sociale ha bocciato sia la quota cento che le pensioni flessibili. Per quale motivo? Costano troppo: occorrono 10 miliardi o, nel secondo caso, 8 miliardi e non sarebbero a suo avviso sostenibili. L'unica apertura è arrivata verso la proroga dell'opzione donna e verso il criterio, in generale, di un'estensione del sistema contributivo: una soluzione, questa, che spaventa in tanti e che secondo i calcoli dei sindacati potrebbe portare a tagli che vanno dal 10% al 34% per chi decide di usufruirne.
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Riforma pensioni, Damiano: ‘Idea di Boeri può essere pericolosa’, no al reddito di cittadinanza
Il Presidente della Commissione Lavoro della Camera, da sempre impegnato sul tema previdenziale, ha accolto con freddezza le dichiarazioni di Boeri. A suo avviso, infatti, il rischio è che a pagare siano sempre i lavoratori più deboli, specie se si pensa all’uscita con assegno decurtato oppure ad un ricalcolo contributivo delle pensioni. Non resta che attendere che alle parole, comunque, facciano seguito proposte concrete analizzabili nel dettaglio. E' di oggi, poi, la bocciatura di Damiano del reddito di cittadinanza: si tratta di un "palliativo" a suo avviso, perchè rischia di spingere verso l'assistenzialismo persone che invece potrebbero lavorare e andare in pensione allentando la flessibilità.Cosa succede dopo la sentenza della Consulta? Quota 100 a rischio?
La situazione è piuttosto complessa ora: sindacati e minoranza PD se ne sono già accorti ed hanno lanciato un appello al governo Renzi per aprire un tavolo sulle pensioni. L'impressione è che, laddove servissero molti (e forse troppi) miliardi per il rimborso pensioni, l'esecutivo dovrà rimandare la riforma della pensione anticipata e la quota 100, che è una delle proposte più apprezzate, rischia di saltare. Per ora, ovviamente, sono solo supposizioni: staremo a vedere cosa accadrà. Tutto quanto scrivemmo a luglio è stato confermato, infatti il tema della pensione con la quota 100 è definitivamente passato di moda.Come scrivemmo in estate, guardando a ritroso questo post in continuo aggiornamento, la nostra sensazione si è rivelata giusta: avrebbero colto la palla al balzo per rimandare tutto, dicemmo, e così è stato alla luce delle ultime notizie.
Aggiornamenti su situazione quota 100, 12 ottobre 2015: tutti d'accordo sulle pensioni flessibili?
Oltre alla proposta indicata in questo articolo, come è noto Cesare Damiano ha presentato anche il DDL sui pensionamenti flessibili. Sulla proposta, ribattezzata da alcuni anche come quota 97 (uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni decrescenti che partono dall'8% e si azzerano a 66 anni) c'è l'apertura anche della Lega Nord che, tramite Matteo Salvini, si è detta disponibile a votare il provvedimento. Anche Matteo Renzi, nei giorni scorsi, ha aperto ad una maggiore flessibilità. Resta da capire in che modo dovranno operare i tagli: sarà, come sempre, la volontà politica di impiegare oppure no risorse a stabilire ciò.Le parole più recenti di Boeri di cui abbiamo detto sopra, però, sembrano segnare una clamorosa frenata. Ad esse, tra l'altro, ha fatto seguito l'avvertimento della BCE: l'istituto guidato da Mario Draghi, nel Bollettino economico di giugno, ha raccomandato i Paesi UE (Italia compresa) a non sottovalutare i "costi dell'invecchiamento" della popolazione e a non "tornare indietro sulle riforme" avviate in passato. Quando parla di riforma pensioni, l'Europa, fa riferimento alla Fornero: la logica del rigore, all'epoca, fu applicata alla lettera con devastanti conseguenze sugli italiani.