Anche per il 2016è stata confermata la possibilità per le mamme lavoratrici di acquistare servizi di baby sitting per i propri figli, attraverso i voucher Baby Sitter. La norma che introdusse tale bonus fu prevista con Legge 28 giugno 2012, N.92, all’articolo 4 comma 24 lettera b); tale articolo prevedeva l’opportunità per la madre di richiedere, alla fine del congedo di maternità entro gli undici mesi successivi, in alternativa al congedo parentale e per un massimo di sei mesi, voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting. In alternativa alle tate o alle baby sitter, la madre può richiedere contributi per sostenere le spese presso asili o altri servizi per l’infanzia sulla rete pubblica. Anche in questo caso per un massimo di sei mesi. Il voucher consta di un assegno pari a 600 euro al mese per tutti i sei mesi. Vediamo insieme cosa è e come si opera il voucher Baby Sitter INPS.
La richiesta è da effettuare esclusivamente per via telematica, per tale motivo è necessario essere in possesso del proprio codice PIN relativo all’INPS. Qualora non si sia in possesso di tale dato sarà necessario richiederlo, attraverso il sito internet o recandosi al patronato per un supporto tecnico.
Nella domanda di richiesta è necessario indicare:
La rinuncia al voucher potrà essere espressa a partire dal giorno successivo all’accoglimento della domanda. Nel caso in cui la rinuncia arrivasse in un momento successivo, quando i voucher sono già stati ritirati, quelli non utilizzati devono essere restituiti alla sede INPS presso la quale sono stati presi inizialmente, la quale provvederà ad annullarli.
Il bonus scolastico, invece, si concretizza nel pagamento effettuato direttamente all’ente scelto dalla madre come asilo nido, tenendo conto che la struttura deve essersi accreditata, per un importo massimo di 600,00 euro mensili nel periodo in cui non viene usufruito il congedo parentale. In questo caso, per il pagamento, gli asili devono inviare alla sede INPS competente per territorio, la richiesta di pagamento allegando alcuni documenti compilati e sottoscritti:
Il modulo richiede l’indicazione del tipo di contributo richiesto, scegliendo tra quello economico per il pagamento della retta presso la struttura indicata, oppure il voucher per pagare la baby sitter. E’ necessario, inoltre, indicare la durata in mesi in cui si decide di usufruire del bonus, con la relativa rinuncia al congedo parentale per il relativo periodo. Infine è necessario dichiarare di aver presentato una dichiarazione ISEE conforme alle norme vigenti.
Una volta raccolto le informazioni, compilato il modulo e spedito, si entra in un periodo di limbo amministrativo in cui si perde il diritto al congedo parentale, almeno sino all’avvenuto accoglimento della domanda presentata. A questo punto, una volta ricevuti i voucher, la mamma è libera di poter scegliere di non fruirne più, riconsegnando all’INPS quelli eventualmente già in suo possesso ma non utilizzati e, al contempo, riacquisendo il diritto di fruire del congedo parentale eventualmente residuo.
I Voucher baby sitter e asilo nido sono un valido strumento di sostegno per le donne lavoratrici che popolano la nostra società in questo periodo storico, sempre grintose sul lavoro ma desiderose di costruire una famiglia. Avere la possibilità di scegliere se e come rientrare al lavoro dopo la maternità è un valido stimolo alla carriera femminile in un’ottica di pari opportunità in un mondo in cui la donna spesso non viene considerata per ricoprire alte cariche all’interno delle aziende. Maternità e professionalità dovrebbero percorrere due linee parallele che, a intervalli, si intersecano per dare supporto l’una all’altra. Il voucher baby sitter rappresenta, dunque, un valido strumento di sostegno alla maternità.
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Requisiti: chi può richiedere il voucher baby sitter
I voucher baby sitting e asilo nido INPS rappresentano una agevolazione per le mamme lavoratrici che alla termine del congedo di maternità decidono di rientrare al lavoro e non scegliere il congedo parentale. L’agevolazione si richiede presentando una apposita domanda presso gli sportelli INPS così da ottenere il contributo economico per pagare i servizi per l’infanzia necessari al proprio figlio. I voucher possono essere richiesti da:- lavoratrici dipendenti di amministrazioni pubbliche o privati datori di lavoro;
- donne iscritte a gestione separata INPS eccetto le titolari di partita Iva già iscritte ad una cassa;
- dal 2016 anche alle donne imprenditrici, con un periodo ridotto alla metà (3 mesi totali).
Quanto vale il voucher baby sitter?
Il voucher baby sitter, come già ampiamente spiegato, consiste in un contributo economico a favore di quelle mamme lavoratrici che preferiscono rinunciare al congedo parentale e rientrare al lavoro dopo la maternità. Lo Stato, attraverso l’INPS, riconosce a queste donne una agevolazione economica. Le mamme devono presentare la relativa richiesta attraverso gli appositi moduli di domanda presso le sedi INPS di riferimento, e scegliere il tipo di contributo che vogliono utilizzare. Possono scegliere tra:- Contributo per pagare le spese di retta di un asilo nido pubblico o privato:
- Voucher per l’acquisto di servizi di baby sitter.
Voucher baby sitter: come richiedere il bonus
Per richiedere il voucher baby sitterè necessario compilare l’apposito modulo reperibile sul sito internet dell’INPS e presentarlo per via telematica, indicando e specificando la richiesta baby sitter o asilo nido.La richiesta è da effettuare esclusivamente per via telematica, per tale motivo è necessario essere in possesso del proprio codice PIN relativo all’INPS. Qualora non si sia in possesso di tale dato sarà necessario richiederlo, attraverso il sito internet o recandosi al patronato per un supporto tecnico.
Nella domanda di richiesta è necessario indicare:
- Il periodo di richiesta del bonus con la rinuncia alla fruizione del congedo parentale;
- Modello ISEE.
La rinuncia al voucher potrà essere espressa a partire dal giorno successivo all’accoglimento della domanda. Nel caso in cui la rinuncia arrivasse in un momento successivo, quando i voucher sono già stati ritirati, quelli non utilizzati devono essere restituiti alla sede INPS presso la quale sono stati presi inizialmente, la quale provvederà ad annullarli.
Voucher baby sitter: come funzionano?
Il bonus per la baby sitter è erogato attraverso i voucher buono lavoro ex art. 72 del decreto legislativo n.276 del 2003 e consiste, come già ripetuto più volte, in un contributo di 600,00 euro per ogni mese di congedo parentale non sfruttato dalla mamma lavoratrice.Il bonus scolastico, invece, si concretizza nel pagamento effettuato direttamente all’ente scelto dalla madre come asilo nido, tenendo conto che la struttura deve essersi accreditata, per un importo massimo di 600,00 euro mensili nel periodo in cui non viene usufruito il congedo parentale. In questo caso, per il pagamento, gli asili devono inviare alla sede INPS competente per territorio, la richiesta di pagamento allegando alcuni documenti compilati e sottoscritti:
- Delegazione liberatoria pagamento;
- Dichiarazione della madre lavoratrice assegbataria del beneficio di fruizione del contributo economico per l’acquisto dei servizi dell’infanzia.
Voucher Baby sitter: la domanda
Come anticipato in apertura del paragrafo precedente, per richiedere il voucher baby sitterè necessario presentare richiesta per via telematica all’INPS. Il modulo potrà essere spedito soltanto se si è in possesso del codice PIN dispositivo INPS, che si può eventualmente richiedere oppure richiedere supporto presso Caf e Patronati o altri intermediari autorizzati.Il modulo richiede l’indicazione del tipo di contributo richiesto, scegliendo tra quello economico per il pagamento della retta presso la struttura indicata, oppure il voucher per pagare la baby sitter. E’ necessario, inoltre, indicare la durata in mesi in cui si decide di usufruire del bonus, con la relativa rinuncia al congedo parentale per il relativo periodo. Infine è necessario dichiarare di aver presentato una dichiarazione ISEE conforme alle norme vigenti.
Una volta raccolto le informazioni, compilato il modulo e spedito, si entra in un periodo di limbo amministrativo in cui si perde il diritto al congedo parentale, almeno sino all’avvenuto accoglimento della domanda presentata. A questo punto, una volta ricevuti i voucher, la mamma è libera di poter scegliere di non fruirne più, riconsegnando all’INPS quelli eventualmente già in suo possesso ma non utilizzati e, al contempo, riacquisendo il diritto di fruire del congedo parentale eventualmente residuo.
I Voucher baby sitter e asilo nido sono un valido strumento di sostegno per le donne lavoratrici che popolano la nostra società in questo periodo storico, sempre grintose sul lavoro ma desiderose di costruire una famiglia. Avere la possibilità di scegliere se e come rientrare al lavoro dopo la maternità è un valido stimolo alla carriera femminile in un’ottica di pari opportunità in un mondo in cui la donna spesso non viene considerata per ricoprire alte cariche all’interno delle aziende. Maternità e professionalità dovrebbero percorrere due linee parallele che, a intervalli, si intersecano per dare supporto l’una all’altra. Il voucher baby sitter rappresenta, dunque, un valido strumento di sostegno alla maternità.