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Registrazione Voucher lavoro: acquisto, restituzione, dichiarazione

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Negli ultimi anni si è sentito spesso parlare dei cosiddetti voucher per il lavoro occasionale. Ciò è accaduto soprattutto a causa delle recenti riforme che ne incentivano l'uso per regolarizzare anche professioni solitamente in nero: baby-sitter, colf, aiuto compiti e ripetizioni, eccetera.  In realtà, però, molte persone nutrono dei dubbi sulla natura di questi buoni e sul loro funzionamento; anche se comunque la loro applicazione è tendenzialmente in significativo aumento. Nell'articolo di oggi ci concentriamo dunque su questo argomento per cercare di togliere qualsiasi confusione a riguardo: in particolare la guida si rivolge a chi cerca informazioni circa la registrazione dei voucher lavoro, quindi parla in particolar modo a chi è interessato alla contabilizzazione di questi strumenti nell'ambito de proprio bilancio aziendale.

Cosa sono i buoni lavoro? 

Andiamo con ordine, riepilogando brevemente alcune nozioni di carattere generale: i voucher rappresentano una forma di pagamento che qualunque cittadino può acquistare autonomamente presso le numerose rivendite autorizzate o telematicamente. I vantaggi che questo tipo di pagamento permette sono numerosi sia per chi li utilizza come committente che per chi li riceve: ad esempio chi viene pagato attraverso i buoni può comunque continuare a ricevere i sussidi erogati dall'INPS. Ovviamente a patto che i guadagni conseguiti mediante i voucher non superino i 3 mila euro netti che diventano 2 mila euro nel caso di prestazioni svolte per un professionista o un imprenditore. Questo perché se il pagamento andasse oltre a tale cifra, il datore di lavoro sarebbe "costretto" ad assumere la persona mediante un normale contratto di lavoro subordinato. Se questo non dovesse accadere, è bene chiarirlo, la Legge italiana prevede sanzioni economiche.
I buoni lavoro possono essere utilizzati in tutti i settori produttivi: le uniche imprese per cui esistono delle limitazioni sono quelle agricole. Infatti, se il fatturato è superiore a 7 mila euro annui, possono essere impiegati solo lavoratori al di sotto dei 25 anni, iscritti alla scuola dell'obbligo o all'università; oppure si possono impiegare pensionati o lavoratori che percepiscono un sostegno al reddito, come la disoccupazione. Se l'impresa agricola non arriva ai 7 mila euro annui allora non ha questi limiti: l'unica restrizione è che non può far lavorare una persona che è stata iscritta agli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli fino all'anno precedente.

I voucher lavoro hanno un valore di 10,20 o 50 euro. Il datore di lavoro deve compilarli in ogni loro parte e quindi ha bisogno dei dati anagrafici del lavoratore. Quest'ultimo, una volta ricevuto il buono, può recarsi in qualsiasi rivendita autorizzata o alle Poste Italiane per ritirare il denaro. Il tempo massimo per la riscossione è di 12 mesi.

Come abbiamo affermato poco sopra, il valore minimo di un buono lavoro è di 10 euro; in realtà però bisogna tener conto del fatto che sono 10 euro lordi e non netti. Il Voucher presenta le seguenti trattenute: 
  • 13% per la contribuzione previdenziale; 
  • 7% per la corrispondenza INAIL per la tutela degli infortuni sul lavoro; 
  • 5% all'INPS che gestisce il servizio.
Eliminando quindi tutte queste trattenute, con Voucher di 10 euro il lavoratore si vede in realtà recapitare 7,50 euro; con 20 euro lordi, invece, 15 euro e infine con 50 euro lordi 37,50 euro netti.

Registrazione Voucher lavoro: come registrare in contabilità l'acquisto o la restituzione

Guida alla registrazione dei voucher lavoro
Immagine tratta da Il Sole 24 Ore
L'acquisto di un Voucher deve essere ovviamente registrato nella contabilità dell'impresa del datore di lavoro. In che modo? Prima di tutto è necessario individuare la voce B7 del conto economico.
Per registrare i Voucher INPS comprati e assegnati in maniera corretta si può seguire il seguente schema esemplificativo.

Mettiamo il caso che un datore di lavoro ha comprato 5 voucher del valore di 10 euro l'uno e quindi per un valore totale di 50 euro. Egli deve quindi segnare la seguente voce nella contabilità: 
Cassa Voucher a Banca 50 euro (che indica il valore totale)
a questa voce bisogna poi aggiungere quella della descrizione
acquisto di 5 Voucher da 10 euro per un valore complessivo di 50 euro.
Quando il Voucher deve essere invece utilizzato, la contabilizzazione deve essere così compilata:
Diverse a cassa Voucher 10
Descrizione: uso di un singolo Voucher
Costo del lavoro occasionale accessorio: 10 euro
Contributi INPS lavoro occasionale: 1,30 euro
Costo INAIL lavoro occasionale: 0,70 euro
Costo INPS per la gestione del servizio: 0,50 euro.
Può anche capitare che uno o più voucher acquistati non riescano ad essere utilizzati. In questo caso allora il datore di lavoro ha il diritto di farsi rimborsare, restituendoli. Riportandoli all'INPS deve allora avvenire una diversa segnalazione sul libro contabilità. In questo caso infatti deve essere così indicato:
Banca a cassa Voucher 50
Descrizione: restituzione di 5 Voucher
È importante ricordare che nel caso impresa familiare non è possibile utilizzare più di 10 mila euro di voucher per l'anno fiscale.

Voucher Lavoro e dichiarazione dei redditi

Ultimo dubbio che vogliamo chiarire è quello inerente il 730 o Unico. I buoni lavoro non sono soggetti a tassazione IRPEF e neanche a ritenuta d'acconto, di conseguenza non devono essere segnalati durante la stesura del 730 o Unico. Inoltre i voucher non concorrono al raggiungimento del limite di 2.840,51 euro per i familiari a carico. Ciò significa che se un figlio a carico guadagna 3.000 euro l'anno sotto forma di buoni lavoro, comunque rimane nella stessa situazione fiscale di prima, quindi a carico del familiare o genitore.

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