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Azioni Volkswagen, quotazione: conviene comprare ora?

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Volkswagen Aktiengesellschaft, la denominazione borsistica del gruppo Volkswagen, è al centro delle discussioni degli ultimi mesi non solo tra appassionati di auto, ma anche e soprattutto tra investitori, dato che il titolo ha continuato a precipitare negli ultimi 6 mesi, con un valore che è praticamente dimezzato rispetto a quello di gennaio 2016. Conviene ancora comprare azioni Volkswagen? In molti, giustamente, imputano il crollo verticale del titolo VW alle note vicissitudini che hanno interessato il marchio più importante del gruppo, con i trucchi sulle emissioni e sui consumi che hanno occupato, per mesi, le prime pagine delle riviste specializzate e non. L’investitore bravo è però colui il quale riesce a fiutare affari nei momenti di crisi, ed è più che lecito chiedersi se sia questo il momento giusto per investire in VolksWagen, approfittando del probabile rimbalzo che le azioni avranno nei prossimi trimestri, a crisi rientrata.

Vediamo insieme, quindi, quali sono i fattori da tenere in debita considerazione per chi voglia avventurarsi in borsa in quello che era un tempo uno dei gruppi più solidi della borsa tedesca e che oggi invece ha fatto piangere lacrime, sangue e denaro a tantissimi investitori, istituzionali e non. Nei paragrafi successivi vedremo se vale la pena oppure no comprare azioni Volkswagen alla luce della quotazione attuale.

L’analisi del gruppo VolksWagen: i suoi asset

Innanzitutto si deve dare il giusto inquadramento a quella che è la situazione degli assetti del gruppo Volkswagen. La marca omonima è sì la più importante, ma viene affiancata dagli altri brand nella proprietà del gruppo tedesco, ovvero:
  • Audi, che potrebbe essere colpita però dallo stesso scandalo
  • Skoda Automotive, ex gruppo cecoslovacco ora in solide mani tedesche che potrebbe stupirci con le prossime trimestrali
  • SEAT
  • Porsche, marchio del lusso i cui conti sembrano essere più che a posto, nonché proiettato verso incredibili profitti sul mercato medio-orientale e del lontano oriente
  • Bentley: marchio dell’ultra lusso britannico
  • Bugatti
  • Scania AB, del quale ha il 71% circa dei diritti di voto
  • MAN SE, con il 56% dei diritti di voto
Tramite Audi controlla:
  • Lamborghini, al 100% dal 1998
  • Italdesign Giugiaro, tramite Lamborghini
  • Ducati, controllata anche questa tramite Lamborghini dal 2012
Si tratta del gruppo automobilistico forse più di prestigio (e di cassa) del mondo, motivo per il quale con ogni probabilità, nei prossimi mesi, si dovrà per forza di cose tornare ad inquadrare il tutto nell’ottica che gli è propria, ovvero andando a considerare la querelle Volkswagen come qualcosa che colpisce solo in parte un gruppo che controlla più della metà delle auto vendute in tutto il mondo.

Si aspetta la multa statunitense

Se sembra che almeno in UE, forte dell’egemonia tedesca, la VW potrà cavarsela comunque con poco, lo stesso non possiamo assolutamente aspettarcelo dagli Stati Uniti, posto dal quale è partito lo scandalo dei gas di scarico sui modelli AUDI e VolksWagen. Gli Stati Uniti, sebbene nominalmente votati al libero mercato, non aspettano altro che una buona occasione per andare a punire chi ha osato sfidare il mercato statunitense, soprattutto con vetture Diesel che, almeno da quelle parti, non sono mai state così apprezzate, quantomeno dai produttori locali.

Ci sono delle ottime probabilità che la multa che sarà inflitta, a buon diritto, dagli Stati Uniti, sarà salata al punto tale da poter costituire un serio problema per le casse del gruppo. Questa possibilità può essere però considerata come già scontata da parte dei mercati e a meno che si superino con la multa quelle che sono le aspettative di mercato, l’eventuale condanna da parte dei tribunali USA non dovrebbe poi andare ad incidere troppo sul prezzo delle azioni del gruppo VolksWagen.

Il problema del 24 Marzo 2016

Le corti statunitensi che si stanno occupando del caso, hanno stabilito nel 24 marzo il termine perentorio entro la quale VolksWagen dovrà offrire una soluzione al problema dei gas di scarico, soluzione che dovrà essere accettata dalle autorità competenti. Si tratta dell’ultimo ostacolo verso la soluzione del problema che l’azienda tedesca sta vivendo negli Stati Uniti, nonché dell’ultimo punto interrogativo che gli investitori di livello hanno posto sul futuro della casa tedesca. Le trattative, almeno per il momento, sono top secret e non è dato sapere quali possano essere i termini (e i costi dell’accordo) per VolksWagen.

Conviene comprare adesso le azioni? Occhio alle quotazioni

Dipende dal profilo dell’investitore. Sul lungo periodo è ragionevole aspettarsi che le azioni VW si attesteranno ben al di sopra dei 100–105 euro di questi giorni. Sul breve e medio periodo è altrettanto ragionevole aspettarsi una stagione di alti e bassi, che per essere sopportata ha bisogno di un profilo di investimento dai caratteri piuttosto facili da individuare:
  • alta propensione al rischio: perchè il valore del capitale investito potrebbe oscillare in modo decisamente consistente nei prossimi mesi, soprattutto in seguito a quelle che sono le decisioni delle corti statunitensi a riguardo
  • il mercato delle auto è ormai in forte crisi da anni, e investendovi si sta facendo affidamento più sulle promesse dei governi di sostenere l’occupazione nel settore che nella reale possibilità, per queste case, di portare a casa dei profitti consistenti.
Quotazione Volkswagen: conviene comprare azioni?
Il grafico della quotazione di Volkswagen è aggiornato al 26 febbraio 2016 ed è tratto da Yahoo Finanza

Investire nell’auto? Non più sicuro come una volta

Alle problematiche che riguardano VolksWagen nello specifico vanno sicuramente aggiunte quelle che sono le preoccupazioni che riguardano il settore automotive nel complesso. Si tratta di un settore che ormai da anni non sembra essere più in grado di rinnovarsi, con la percentuale dei profitti che continua ad abbassarsi e con moltissime case europee che continuano a chiudere i bilanci in rosso da più trimestri. Lo stesso non vale però per il gruppo VolksWagen, che almeno fino all’esplosione del DieselGate aveva chiuso il precedente esercizio commerciale con un utile di oltre 12 miliardi di euro.
Le basi per risollevarsi e tornare a volare intorno a quota 200 euro ci sono sicuramente, quello che non è certo è quanto impiegherà il titolo a tornare sui suoi vecchi valori, dopo che il colpo del DieselGate potrebbe essere ancora lontano dall’essere assorbito. Non si tratta comunque, e lo ripetiamo a scanso di ogni tipo di equivoco, di un investimento per stomaci deboli. Le montagne russe potrebbero continuare e prima di portare a casa un profitto si potrebbe dover aspettare più di qualche trimestrale.

Il capitale che si va ad investire in borsa deve essere ritenuto come capitale vincolato, in quanto i risultati, a meno che non si voglia entrare nella logica di pericolosissime pratiche speculative (per il nostro capitale), hanno un raggio di 3–7 anni prima di materializzarsi. Con questo nella mente si può pensare che questo sia il momento giusto per acquistare azioni VolksWagen, anche se si deve tenere ben a mente che tipo di investimento stiamo effettuando. Un tempo azioni e obbligazioni dei gruppi automobilistici erano quanto di più sicuro si potesse immaginare, oggi un po’ meno, soprattutto quando si parla di un gruppo che sta comunque aspettando la scure della giustizia americana, che potrebbe rilevarsi piuttosto pesante per i conti dell’azienda.

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