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Revoca mandato avvocato: procedimento rimuovere il professionista dall'incarico

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Il rapporto tra avvocato e cliente è uno tra i più delicati e per questo dopo la concessione dell'incarico non è raro che si arrivi alla revoca del mandato o addirittura alla rinuncia da parte del professionista. Quando una persona si affida a un esperto infatti, ha bisogno di essere seguito e sostenuto nei suoi dubbi e nelle sue problematiche. Sfortuna vuole però che spesso questo rapporto non sia così idilliaco, anzi. Non è poi così difficile trovare avvocati che nonostante un'elevata parcella si dimentichino dei propri clienti e prestino loro poca attenzione. La relazione tra avvocato e cliente è così importante e fondamentale da essere regolata dall'Articolo 35 del Codice deontologico Forense, che esprime come il rapporto tra avvocato e cliente debba essere basato sulla fiducia reciproca. La “questione fiducia” è assolutamente fondamentale poiché, spesso e volentieri, il cliente non ha nessun tipo di conoscenza in materia giuridica e dunque deve fidarsi completamente di ciò che l'avvocato gli propone. Questo non vuol dire che il cittadino ha il diritto di disinteressarsi e affidare tutto sulle spalle del professionista, tuttavia essendo lui l'esperto è obbligato a compiere la prestazione d'opera sotto pagamento.

Come riuscire a valutare le competenze di un avvocato? 

Questa domanda è tipica di coloro che sono alla ricerca di un difensore preparato e che giustamente non voglio sprecare più tempo e denaro del dovuto. Per essere il più concreti possibile ed evitare fregature di qualsiasi tipo, il nostro consiglio è di verificare prima di tutto il curriculum vitae del professionista, solitamente presente sul suo sito internet o in internet da altri portali. Questo permette anche di capire la specializzazione dell'avvocato e quindi di comprendere se fa più o meno al caso vostro. La differenza tra un avvocato penalista ed uno civilista è ad esempio, molto importante. D'altra parte l'avvocato deve seguire il principio dell'Articolo 12, secondo il quale “l'avvocato non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con adeguata competenza”. Tuttavia il curriculum è solo un passaggio utile per la prima scrematura: molti pubblicano dati gonfiati, vendendosi ovviamente bene; altri, invece, millantano incarichi all'Università che, magari, visti da fuori possono apparire di prestigio ma in realtà fanno i passacarte; altri ancora, invece, sono contemporaneamente docenti, professionisti e chissà quante altre cose e, in realtà, altro non fanno che delegare a studi dove praticanti schiavizzati potrebbero svolgere il lavoro male rispetto alla profumata parcella che pagate. Insomma, non fidatevi troppo dell'apparenza e cercate di andarci a parlare, cercando di non farvi abbindolare. Valutate voi stessi la vostra causa, non in base alla gravità che può avere per voi ma in base alla difficoltà oggettiva del problema: in determinati casi è meglio un professionista non troppo titolato ma che effettivamente può seguirvi piuttosto che un super esperto che, giustamente, si fa pagare a prezzo di mercato.

Revoca del mandato all'avvocato

Arriviamo al punto dell'articolo di oggi: se si è così sfortunati da iniziare un rapporto avvocato-cliente, con un professionista che non si rivela così preparato o così attento come noi vorremmo, che cosa bisogna fare? Siamo incatenati a lui fino alla fine dell'incarico? Possiamo rivolgerci a qualcun altro? E se si, in che modo? I consigli indicati valgono di base ma, alla fine, il rischio di non "pescare" bene è sempre dietro l'angolo. 

Innanzitutto rispondiamo alla seconda domanda: “Siamo incatenati a lui fino alla fine dell'incarico?” assolutamente no. Come nel caso di molte altri professioni, anche in questo il rapporto tra cliente e professionista può essere interrotto, poiché il mandato è sempre revocabile. Tuttavia, questo non significa che il cliente non debba pagare il lavoro svolto fino a quel momento dall'avvocato, anzi. Nel momento in cui si decide di revocare il mandato all'avvocato, vanno comunque corrisposte tutte le spese che fino a quel momento sono di diritto del professionista.

Procedimento per revocare il mandato all'avvocato

Come revocare il mandato all'avvocato
Il primo passo da fare quindi per concludere il rapporto di fiducia, che probabilmente è venuto meno, è quello di inviare la revoca al professionista. Tale dichiarazione può essere sia orale sia scritta, noi consigliamo la presentazione di una revoca scritta che possa dunque essere provata nera su bianco attraverso il rilascio di un avviso di ricevimento. Se non si desidera consegnare a mano l'avviso è possibile effettuare il tutto attraverso un raccomandata.  L'avvocato, una volta ricevuta la dichiarazione, ha il dovere di restituire al cliente tutta la documentazione che lo riguarda e non in fotocopia, ma in originale. Così come ha anche il dovere di dichiarare le incombenze necessarie. La revoca del rapporto va indicata anche alle autorità giudiziali ove eventualmente pende un procedimento: esse hanno così bisogno anche del nuovo nominativo dell'avvocato difensore scelto.
Il cambio di professionista può avvenire in qualsiasi momento: sia nelle fasi preliminari sia durante un procedimento giudiziale. Attenzione, però, perché per questioni etiche, il nuovo avvocato potrebbe non accettare formalmente il lavoro fino all'avvenuta disdetta con il collega precedente. Se non avete dunque molto tempo a disposizione, vi consigliamo di stringere i tempi procedendo abbastanza rapidamente nelle mansioni spiegate.

Allora stesso modo è possibile e probabile, che l'ex avvocato riceva ancora delle informazioni riguardanti il suo ex cliente. Ovviamente questi è obbligato a far avvenire un passaggio di informazioni chiaro e repentino, inoltrando quanto ricevuto.

Infine, è veramente importante sottolineare come l'inesperienza o gli errori di un avvocato non possano essere presi in causa dal cliente come pretesto per avere un procedimento privilegiato in qualche maniera. Questo perché la Cassazione sostiene che grava sull'imputato la responsabilità di scegliere un professionista valido e soprattutto che è anche sua responsabilità vigilare sull'osservanza dell'incarico conferito. Come si suol dire, quindi, il cliente non può lavarsene le mani e sperare che l'avvocato faccia del suo meglio, ma deve assolutamente verificare ciò che avviene e interessarsi della sua situazione in maniera attiva. Ovviamente però, se il cliente dovesse accorgersi di grave mancanze avvenute da parte dell'avvocato scelto, ha tutto il diritto di accompagnare la revoca da un esposto disciplinare al Consiglio dell'Ordine, oppure attraverso una denuncia penale per infedele patrocinio. 

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