Il freddo invernale è un fatto abituale in molte zone d'Italia e specie chi sta costruendo casa o vuole rinnovare un obsoleto impianto di riscaldamento è spinto a provvedere all’installazione di riscaldatori a basso consumo, per evitare di sostenere costi esorbitanti: risparmiare soldiè un'aspirazione di molti, specie di chi legge abitualmente Affari Miei. Non l’avremmo mai detto, ma si può optare per il riscaldamento elettrico senza ritrovarsi a dover pagare bollette salatissime: tra le varie guide presenti sul blog, vi suggeriamo di leggere quelle su pompa di calore, fotovoltaico e solare termico che potrebbero risultare correlate se il vostro obiettivo è efficientare il più possibile.
Agli economici e non molto efficaci termoventilatori, si trovano in commercio alternative certamente più performanti, quali, ad esempio, i termoconvettori elettrici svedesi, i pannelli ad infrarossi o i climatizzatori inverter. Se un termoventilatore, infatti, presenta i difetti di seccare eccessivamente l’aria, di non riuscire a riscaldare aree troppo estese, di emettere un rumore costante a causa della ventola e di consumare molta corrente elettrica (per riscaldare un ambiente di 30 mq arriva a consumare fino a 2000 Watt all’ora con un costo di circa 35 centesimi all’ora), un termoconvettore svedese è certamente più silenzioso e diffonde il calore in modo più uniforme e lento, rivelandosi di conseguenza più adatto agli ambienti più grandi, come camere da letto o salotti.
Riscaldatori elettrici: tipi e caratteristiche
L’unico ambiente in cui è consigliabile utilizzare riscaldatori elettrici quali sono i termoventilatoriè, dunque, il bagno. Un apparecchio del genere comporta una spesa d’acquisto molto modesta rispetto a qualsiasi altro sistema di riscaldamento, ma certamente è adatto ad essere utilizzato per poco tempo (nel mentre in cui si fa la doccia) e rivolto nella direzione in cui vogliamo arrivi velocemente il calore, facendo attenzione a non bagnarlo con eventuali schizzi d’acqua, a meno che non si possegga un modello resistente all’acqua.
Più efficaci dei termoventilatori sono sicuramente le stufe alogene, le cui lampade ad incandescenza emettono calore più per irraggiamento che per convenzione, determinando un minore consumo di energia elettrica; il calore è inoltre mantenuto, in genere, anche dopo aver staccato la spina di corrente. Una stufa alogena consuma, per riscaldare un ambiente di 30 mq, circa 800 w/h e 15 centesimi all’ora.
Una soluzione sempre più popolare sono i radiatori elettrici ad olio, che riscaldano in modo lento, ma uniforme e duraturo. Dato che l’olio all’interno dell’apparecchio è in grado di trattenere il calore molto a lungo, permettono un consumo di elettricità inferiore del 75% rispetto ai sistemi analizzati finora. Questi apparecchi, raggiunta la temperatura necessaria affinché si produca calore, si spengono automaticamente, per poi riaccendersi quando l’olio si raffredda.
Migliori riscaldatori a basso consumo: quali sono?
I migliori riscaldatori a basso consumo sono, però, i termoconvettori elettrici svedesi, i radiatori a pannelli ad infrarossi e i climatizzatori inverter.
A differenza dei termoconvettori tradizionali che riscaldano per convenzione e arrivano a consumare 2000 watt per riscaldare 60 mq, quelli svedesi di ultima generazione funzionano ad irraggiamento, senza bisogno di ventole. L’assenza di ventole fa sì che non si creino quei fastidiosi moti convettivi nell’aria che favoriscono la circolazione della polvere negli ambienti e la combustione di ossigeno (con conseguente inaridimento dell’aria).Questi apparecchi non richiedono opere murarie o collegamenti elettrici invasivi, funzionano a bassa temperatura e, provvisti di termostato proprio, si spengono in automatico, evitando inutili sprechi.Il calore prodotto non si stratifica nella parte alta della stanza ma scalda uniformemente l’ambiente. Inoltre, se si deve intraprendere un lavoro di ristrutturazione,grazie al decreto legge n. 63/2013, è possibile acquistare i radiatori elettrici svedesi con una detrazione fiscale del 50%.
La più innovativa tipologia di riscaldamento elettrico a basso consumo sono i pannelli elettrici ad infrarossi che producono calore grazie all’utilizzo di materiali innovativi quali la grafite o il carbonio.Il riscaldamento dell’ambiente avviene tramite il rilascio di radiazioni a raggi infrarossi, che si distribuiscono in maniera uniforme nell’ambiente e non vanno a riscaldare l’aria, privandola dell’umidità necessaria, ma le superfici che incontrano.Questi apparecchi riducono, inoltre, le emissioni di CO2 al minimo e hanno consumi che variano fra i 250/300 Watt all’orafino ad un massimo di 1000 watt/ora.
Minore dispendio di energia e minore impatto ambientale riguardano anche gli ultimi condizionatori inverter, che riscaldano anche meglio di quelli tradizionali.Se, infatti, un climatizzatore tradizionale consuma corrente elettrica per tutto il tempo in cui è acceso, un climatizzatore inverter eroga potenza (ed energia elettrica) in funzione della temperatura dell’ambiente che deve raffreddare o riscaldare. In pratica,all’atto dell’accensione, l’apparecchio va alla potenza massima per portare quanto prima l’ambiente alla temperatura desiderata; quindi inizia a decrementare la potenza e mantiene la temperatura raggiunta impiegando solo il minimo necessario, facendo risparmiare fino ad oltre il 50% di energia rispetto ad un condizionatore a tecnologia on/off. In media, un climatizzatore inverter di Classe A, in termini di costo elettrico, arriva fino a un massimo di 178 euro all’anno, quindi circa 14-15 euro al mese.
Certamente, il concetto di “migliore apparecchio” è relativo all’uso che bisogna farne. Per riscaldare ambienti poco frequentati è quasi inutile affrontare l’onerosa spesa per acquistare uno degli apparecchi di ultima generazione e ci si può accontentare di utilizzare, quando occorre, una tradizionale stufa a ventola. Nel caso in cui si necessiti, invece, di riscaldare ambienti grandi e per molto tempo, le ultime tecnologie analizzate saranno certamente più appropriate.