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Pensioni precoci, addio pensione anticipata? Ultime news ad oggi, sfuma il prepensionamento a 62 anni

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Ultime notizie pensioni 18 ottobre 2015 - Pensione anticipatasempre al centro del dibattito sulla riforma pensioni 2015: “appannata” la soluzione della quota 100 dalla discussione degli ultimi giorni, si continua a parlare come sempre soprattutto per ciò che concerne il prepensionamento delle donne e l’uscita dal lavoro dei precoci. Oltre all’intervento di Matteo Salvini di cui abbiamo detto, si registrano le prese di posizione del presidente INPS Tito Boeri e del Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati Cesare Damiano. Boeri sembra essere in linea con il pensiero espresso dal Ministro Poletti nelle ultime uscite (la strategia del doppio binario Welfare-pensione) mentre Damiano, una delle poche voci "fuori dal coro" all'interno del PD, è apparso piuttosto freddo rispetto alle intenzioni prospettate. A tutto ciò, poi, si è aggiunta la sentenza della Consulta sulla Legge Fornero ed il conseguente e necessario rimborso pensioni che potrebbe costare al governo svariati miliardi di euro. Cerchiamo, quindi, di fare il punto della situazione riportando gli ultimi aggiornamenti.
(Questo articolo è soggetto ad aggiornamenti periodici in tempo reale)
Leggi anche: Pensione anticipata 2015, tutte le proposte raccolte da Affari Miei

Pensione anticipata 2015, quota 100 in standby: Boeri vuole il contributivo

Tito Boeri ha annunciato per la prima volta ad Otto e Mezzo, la trasmissione televisiva di La7, e  ribadit in tante altre occasioni la sua intenzione di presentare una proposta entro l'estate. Il presidente dell’INPS vuole dire la sua sulla riforma pensioni. In particolare secondo Boeri occorre intervenire sui lavoratori precoci, in particolare coloro che hanno un’età compresa tra 55 e 65 anni, con il Welfare, assicurando loro un sussidio ad hoc. Un pensiero che somiglia molto a quanto affermato da Poletti nelle scorse settimane: una sorta di doppio binario che metta insieme pensione anticipata e sussidio di disoccupazione. Per quanto riguarda, invece, la soluzione del prepensionamento con assegno ridotto (una sorta di “Opzione Uomo” per intenderci) Boeri ha frenato: ci sarebbero i vincoli dell’UE, secondo il Professore, ad ostacolare una strategia che nell’immediato avrebbe comunque costi elevati e, probabilmente, non sarebbe neanche sempre e comunque risolutiva del problema. Dal dibattito sembra essere uscito il tema della quota 100 di cui comunque molto si era discusso nei mesi scorsi: probabile che la mancanza di una reale volontà politica del governo Renzi di mettere in campo risorse ingenti abbiano fatto desistere i promotori dal rilanciare.
Durante l'audizione dalla Camera dei Deputati dello scorso 10 giugno, comunque, il numero uno dell'Istituto di Previdenza Sociale ha bocciato sia la quota cento che le pensioni flessibili. Per quale motivo? Costano troppo: occorrono 10 miliardi o, nel secondo caso, 8 miliardi e non sarebbero a suo avviso sostenibili. L'unica apertura è arrivata verso la proroga dell'opzione donna e verso il criterio, in generale, di un'estensione del sistema contributivo: una soluzione, questa, che spaventa in tanti e che secondo i calcoli dei sindacati potrebbe portare a tagli che vanno dal 10% al 34% per chi decide di usufruirne.
Leggi anche: Pensione anticipata, DDL prepensionamento lavoratori con invalidità

Riforma pensioni, Damiano: ‘Idea di Boeri può essere pericolosa’, no al reddito di cittadinanza

Il Presidente della Commissione Lavoro della Camera, da sempre impegnato sul tema previdenziale, ha accolto con freddezza le dichiarazioni di Boeri. A suo avviso, infatti, il rischio è che a pagare siano sempre i lavoratori più deboli, specie se si pensa all’uscita con assegno decurtato oppure ad un ricalcolo contributivo delle pensioni. Non resta che attendere che alle parole, comunque, facciano seguito proposte concrete analizzabili nel dettaglio. E' di oggi, poi, la bocciatura di Damiano del reddito di cittadinanza: si tratta di un "palliativo" a suo avviso, perchè rischia di spingere verso l'assistenzialismo persone che invece potrebbero lavorare e andare in pensione allentando la flessibilità.

Cosa succede dopo la sentenza della Consulta? Quota 100 a rischio?

La situazione è piuttosto complessa ora: sindacati e minoranza PD se ne sono già accorti ed hanno lanciato un appello al governo Renzi per aprire un tavolo sulle pensioni. L'impressione è che, laddove servissero molti (e forse troppi) miliardi per il rimborso pensioni, l'esecutivo dovrà rimandare la riforma della pensione anticipata e la quota 100, che è una delle proposte più apprezzate, rischia di saltare. Per ora, ovviamente, sono solo supposizioni: staremo a vedere cosa accadrà. Tutto quanto scrivemmo a luglio è stato confermato, infatti il tema della pensione con la quota 100 è definitivamente passato di moda.

Aggiornamenti su situazione quota 100,  12 ottobre 2015: tutti d'accordo sulle pensioni flessibili?

Oltre alla proposta indicata in questo articolo, come è noto Cesare Damiano ha presentato anche il DDL sui pensionamenti flessibili. Sulla proposta, ribattezzata da alcuni anche come quota 97 (uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni decrescenti che partono dall'8% e si azzerano a 66 anni) c'è l'apertura anche della Lega Nord che, tramite Matteo Salvini, si è detta disponibile a votare il provvedimento. Anche Matteo Renzi, nei giorni scorsi, ha aperto ad una maggiore flessibilità. Resta da capire in che modo dovranno operare i tagli: sarà, come sempre, la volontà politica di impiegare oppure no risorse a stabilire ciò.
Le parole più recenti di Boeri di cui abbiamo detto sopra, però, sembrano segnare una clamorosa frenata. Ad esse, tra l'altro, ha fatto seguito l'avvertimento della BCE: l'istituto guidato da Mario Draghi, nel Bollettino economico di giugno, ha raccomandato i Paesi UE (Italia compresa) a non sottovalutare i "costi dell'invecchiamento" della popolazione e a non "tornare indietro sulle riforme" avviate in passato. Quando parla di riforma pensioni, l'Europa, fa riferimento alla Fornero: la logica del rigore, all'epoca, fu applicata alla lettera con devastanti conseguenze sugli italiani.

Ultimissime quota 100, news 18 ottobre 2015: Boeri dice di no

Nel corso della relazione annuale dell'INPS dell'8 luglio Tito Boeri ha cassato le proposte di Damiano, definendole come troppo costose. Ha presentato una proposta in 5 punti (leggi qui), in cui propone sostanzialmente il ritorno al contributivo per tutti ed il reddito minimo per gli over 55. Intanto l'età pensionabile nel 2016 salirà ulteriormente e nessuna proposta di modifica è arrivata in tal senso. Seguiremo nelle prossime settimane gli sviluppi anche se la politica, con ogni probabilità,  affronterà il problema (si spera!) dopo l'estate. La pausa di agosto, infatti, è ormai alle porte e non sono giunti segnali o accelerazioni che lasciano intendere svolte imminenti.

Pensioni, aggiornamenti di settembre: quali aspettative?

Non sono giunte buone notizie, purtroppo, a settembre per i pensionandi italiani. Come è noto, infatti, la proroga dell'opzione donna e la settima salvaguardia degli esodati sono ancora tavoli aperti, nonostante le promesse della politica di risolvere tutto in tempi brevi. Per quanto concerne, poi, la pensione anticipata per i lavoratori precoci si registrano passi indietro, con il governo Renzi che sembra tutt'altro che intenzionato a mettere sul piatto risorse finanziarie importanti. Le uniche strategie che sembrano piacere a Palazzo Chigi sono quelle di un'uscita con pesanti penalizzazioni oppure del prestito pensionistico, che piace a tanti parlamentari un po' più "montiani" di impostazione.

Pensioni precoci, Renzi gela tutti: se ne parla nel 2016?

Nella puntata di Che Tempo Che Fa di domenica 11 ottobre il premier Renzi ha chiuso definitivamente alla riforma pensioni per i lavoratori precoci, annunciando che non c'è una proposta in quanto manca la chiarezza sui numeri per anticipare il pensionamento. Una doccia fredda per i lavoratori che, almeno in parte, speravano di avere novità in Legge di Stabilità. All'annuncio non sono seguite sorprese visto che, in sede di presentazione della manovra, è stato confermato il progetto di rivedere la flessibilità in uscita solo a inizio 2016.

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